Stefano Pietribiasi ❤ Greta Girotto

di Claudia MARRONE
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Stefano Pietribiasi, attaccante classe 1985 attualmente in forza al Bassano, dove ormai milita da tre stagione e dove è una bandiera. Una vita divisa tra il calcio e le sue donne…eh già, perché in famiglia Stefano è in minoranza: non solo la moglie…anche due splendide bimbe! E a raccontare del loro percorso di vita è la moglie Greta Girotto, che ai lettori di TuttoLegaPro.com racconta la loro storia d’amore.

Greta, come vi siete conosciuti tu e Stefano?

“Io e Stefano ci siamo conosciuto nel 2008 nel bar che frequentavamo entrambi, a Schio, la nostra città, ma inizialmente non andavamo oltre qualche semplice saluto di cortesia. Poi degli amici in comune ci hanno presentato, e da li qualcosa è cambiato: ci siamo frequentati per un po’, accorgendoci di piacerci, e così eccoci arrivati ad adesso! Dopo quattro anni di fidanzamento ci siamo sposati”.

Raccontaci! C’è stata la classica proposta?

“La proposta non è mai arrivata! (ride, ndr). A parte gli scherzi, del matrimonio ne abbiamo parlato insieme, dopo quattro ani di storia abbiamo pensato che fosse giunto il momento di mettere su famiglia, e così abbiamo scelto la data, e sono ormai 5 anni che siamo sposati. Ed è stato un giorno bellissimo, indimenticabile per tutti e due: abbiamo provato la stessa emozione quando poi son nate le bimbe”.

Quindi già compiuto anche quel passo…

“Si, tutto fatto…e finito! (ride di nuovo, ndr) Abbiamo due figlie, Aurora che compirà 4 anni ad agosto, e Angelica che ha 6 mesi”.

E che tipo di padre è Stefano?

“E’ un bravo papà, anche se nelle faccende pratiche non mi aiuta molto! Non è il classico padre che cambia i pannolini, ma alle bimbe vuole un bene dell’anima, si perde tanto con loro, giocandoci, confrontandocisi. Pensa che ad Aurora, che comunque passa molto tempo con me, se chiedi a chi vuole più bene ti risponde “A papà”!”.

Le ingiustizie della vita! (ridiamo, ndr). Adesso vendicati pure: dicci pregi e difetti di tuo marito come uomo!

“A Stefano piace molto far festa, ogni tanto devo pure rimproverarlo perché torna tardi! Ma è davvero molto giocherellone, è sempre lui che tira su di morale gli altri, anche in squadra quando qualcosa non va, ed è simpaticissimo, mi fa stare davvero benissimo. Poi è un po’ nervosetto di carattere, soprattutto per il calcio, ma in lui vedo moltissimi pregi, che superano di gran lunga i difetti”. 

E veniamo adesso al lato calcio: a te piace questo sport?

“In realtà ho iniziato a seguire il calcio da quando sto con lui! Vado però a vederlo spesso, e ho già portato anche le bimbe: Aurora la prima volta poco dopo che era nata, aveva un mese e mezzo, ma anche Angelica ha già fatto il suo debutto. All’ultima gara di campionato i calciatori sono entrati in campo con i bimbi, e lui aveva in braccio entrambe le piccole”.

Ma tu lo segui anche negli spostamenti in lungo e largo per l’Italia?

“Quando eravamo fidanzati si, poi con la nascita delle bimbe mi son fermata: e la fortuna è stata che lui poi è approdato al Bassano, quindi è rimasto vicino casa. Almeno da tre anni a questa parte, tra un po’ vedremo cosa ci riserverà il futuro. Ma di sicuro io rimarrò a Schio, quando finirà la maternità rientrerò anche a lavoro”.

Quindi il calcio ha mai influenzato la vostra vita di coppia?

“Ha influenzato un pochino, ma nemmeno tanto, non mi ha stravolto granchè. Forse è più l’ansia di ritrovarsi ogni anni a non sapere cosa uno farà e dove sarà”.

Qual’è stato il momento calcisticamente più bello per Stefano?

“Credo sia stato quando è arrivato a Bassano, dopo un avvio con il botto gli anni prima dell’esperienza in giallorosso non sono stati al top. Qua è veramente rinato, professionalmente è stato proprio un toccasana: si è messo sempre in buona luce e ha segnato tanti gol”.

…e quante dediche?

“Poche, io ne volevo di più! (ride, ndr) In tre anni sono arrivate 5-6 dediche, il resto tutte per le bimbe e i compagni”.

Qua una tiratina di orecchie a Stefano ci sta…

“Si, dobbiamo proprio fargliela! Io glielo dico sempre, ma lui dice che a me ormai li ha dedicati, quindi adesso vanno tutti ai compagni perché è con loro che soffre e lotta”.

Avrà però compensato con i regali…

“Si, con i regali è bravo! Difficilmente capita a casa con i pacchettini, ma se c’è qualcosa che mi piace comunque me lo regala”.

E qual’è il più bello che tu ha fatto?

“Per me sono tutti belli, ma tra quelli materiali ti dico l’anello per la nascita delle bimbe. Anche se il più bello in assoluto son state proprio le nostre due figli”.

Cè qualcosa in particolare che vuoi dirgli tramite questa intervista?

“Gli prometto che gli resterò sempre accanto, potrà sempre contare su di me, nei giorni bui e in quelli di sole, anche calcisticamente parlando. L’amore è anche questo”.

Per il calcio ne avrà ancora per un pò?

“In realtà spero anche io che giochi il più possibile, il calcio del resto è la sua vita, è nato per quello. E quando l’ho scelto come compagno di vita giocava già, sapevo tutto!”.


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