Gianclaudio Lori ❤ Rachele Socci

di Claudia MARRONE
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Gianclaudio Lori, portiere classe 1995 attualmente in forza all’Ancona, dove milita da ormai tre stagioni e dove ha conquistato traguardi importanti, come la prima promozione in un campionato professionistico e il 4^ posto – a inizio stagione impensabile – nel campionato da poco conclusa. Ma per lui l’Ancona, e non solo Ancona intesa come città, è stata molto più che solo calcio. A spiegarci meglio il tutto è la sua compagna Rachele Socci, che ai lettori di TuttoLegaPro.com racconta la loro storia d’amore, la storia di due ragazzi “della porta accanto” che hanno da poco iniziato un percorso insieme. Che, ci auguriamo di cuore, li porterà lontano.

Rachele, come vi siete conosciuti tu e Gianclaudio?

“Io ho prestato servizio alla biglietteria dell’Ancona, sottoscrivevo gli abbonamenti per la stagione calcistica che è da poco terminata e lui, che già mi aveva notata, il 17 settembre venne a fare un abbonamento per un amico di un amico: ha fatto veramente mille giri pur di riuscire a conoscermi. E quindi è stato il casottino il casottino degli abbonamenti il posto fatale! Pochi giorni dopo, il 21 settembre, siamo usciti per la prima volta insieme”.

Storia quindi recente! Ma già parlare di progetti futuri?

“Si, e io non vedo l’ora di laurearmi per poter andare a convivere con Gianclaudio…anche se, a dir la verità, l’esperienza della convivenza la stiamo già un po’ sperimentando. Comunque alla laurea, in Scienze Infermieristiche, manca poco più di un annetto, praticamente ci siamo. Ma lui è comunque abituato ai tempi medici, per così dire, quando mi accompagna al tirocinio si sveglia con me alle 5 del mattino! Perché, va detto, se ho il turno al mattino, lui mi accompagna, se lo ho alla sera mi viene a riprendere”.

Assolutamente un punto a favore di Gianclaudio, ma anche più di uno! Mi verrebbe da chiederti solo i suoi pregi…ma devi dirci anche i difetti!

“Di pregi ne ha davvero tanti, è sensibile, gentile, premuroso e romantico, mi fa sentire davvero molto orgogliosa di averlo al mio fianco. E’ anche molto maturo rispetto a tanti suoi coetanei, e il fatto che riesca sempre a darmi tante sicurezze per me vuol dire molto. Però alle volte è troppo permaloso, anche se sotto questo punto di vista direi che ci siamo trovati (ride, ndr), e altre un po’ geloso, ma al punto giusto. E un po’ di sana gelosia non guasta mai”.

Tornando invece a parlare del futuro, non ti spaventa un po’ l’eventualità di poter iniziare a girare in lungo e largo l’Italia?

“No, perché con lui mi sento a mio agio ovunque, e questo mi dà tanta tranquillità e tanta serenità…a me poi che sono anche sempre ansiosa! (ridiamo, ndr). Poi finchè siamo giovani si può fare!”.

Oltre a questo, deduco anche che non sia un problema perché comunque, visto anche che lavoravi presso la biglietteria dell’Ancona, il calcio ti piace…

“Assolutamente si, son sempre stata tifosa dell’Ancona, e vado sempre a vederlo. Ho anche il mio posto fisso dove stare, così lui mi vede prima della partita: vuole che sia li con largo anticipo, in modo da vederlo anche nel riscaldamento!”. 

Meriti quindi una dedica, che sicuramente ti avrà fatto…anche se su questo i portieri sono un po’ svantaggiati!

“Si, diverse dediche me ne ha fatte! Quest’anno ha parato tre rigori su cinque, e a me ha dedicato quello più importante, quello parato contro il Pisa. Nella dedica era anche compresa la maglia della gara, sulla quale aveva scritto la frase “Alla mia principessa, ti amo!”: al termine della partita, quando eravamo in macchina, lui mi chiese se potevo prendergli il portafogli dalla borsa, io vidi la maglia sporca e bagnata e la scansai, prendendo solo il portafogli. Realizzai il tutto solo quando mi disse di guardare meglio la casacca! (ride, ndr)”.

E invece il regalo più bello qual’è stato?

“Dopo un mese e mezzo di frequentazione, più o meno sotto il periodo di Natale, mi regalò un viaggio di cinque giorni a Parigi. Non nascondo che inizialmente ero un po’ titubante, non avevo con lui quella confidenza tale da starci per cinque giorni 24 ore su 24, da viverci la quotidianità, ma tutte queste paranoie passarono subito. E da quella vacanza ho capito tante cose, lui mi completa davvero”.

Ma torniamo al calcio: quale pensi sia stato il momento più bello della sua carriera?

“Sicuramente la vittoria del campionato 2013-2014, quando con l’Ancona vinse il campionato di Serie D, conquistando così la Lega Pro, che ha poi coinciso con la sua prima esperienza tra i professionisti. Al tempo però ci conoscevamo solo di vista”.

Ora la nota tecnica: non ti chiedo il fuorigioco, normalmente non riguarda il portiere, ma…devi dirmi, senza suggerimenti, cosa è la mano di richiamo!

“Che figuraccia, non so né l’uno né l’altro! (ridiamo, ndr) E pensa che almeno il fuorigioco Gianclaudio ha provato a spiegarmelo mille volte, persino con le palline di pane quando eravamo a cena fuori…niente, non lo imparo”.

A corsa a ripetizione di regole di calcio!

“Promesso!” (ridiamo di nuovo, ndr).

C’è qualcosa in particolare che vuoi dirgli tramite questa intervista?

“Dirgli che lo amo sarebbe scontato, quindi voglio dirgli che sono orgogliosa della persona che è e della persona che sono io grazie a lui: spero di poter passare più tempo con lui, per crescere ancora insieme. E voglio anche chiedergli scusa per tutte le volte che, come dice lui, lo “mando via di testa”!”.


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