Evans Soligo ❤ Roberta Nappi

di Claudia MARRONE
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Evans Soligo, centrocampista classe ’79 del Venezia, squadra della quale è anche capitano e dove è tornata dopo l’esperienza in Serie B nella lontana stagione 2002-2003: una categoria che il calciatore punta a riconquistare quanto prima, centrando magari la seconda promozione in due anni, dopo quella della passata annata che ha portato nuovamente i lagunari nel calcio professionistico. A sostenerlo da sempre la bella moglie Roberta Nappi, che ai lettori di TuttoLegaPro.com racconta la loro storia d’amore, la storia di due ragazzi “della porta accanto” che stanno insieme da quasi 20 anni… e che hanno allargato da qualche anno il numero dei supporters di Evans!

Roberta, come vi siete conosciuti tu ed Evans?

“Io e mio marito ci siamo conosciuti quando avevamo 18 anni, stavamo finendo la scuola superiore, proprio nel periodo do esame; ogni tanto veniva nel mio quartiere a salutare amici e spesso i nostri occhi si incrociavano, ma niente oltre il saluto, finchè lui non chiese il mio numero a un caro amico: io avevo saputo questa cosa e sapete che ho fatto??? Non ho resistito, e l’ho chiamato io per prima! (ride, ndr) Siamo usciti la prima volta insieme a Jesolo, un gelato, quattro chiacchiere e il primo bacio. Oggi di anni ne abbiamo quasi 38, a pensarci bene, il tempo vola”.

E dicendo “marito”…dici proposta di matrimonio???

“Anche quella è arrivata da me!” (ridiamo, ndr).

Ma no, mi aspettavo un Evans super romantico visto che la prima chiamata è stata la tua! (ridiamo di nuovo, ndr)

“E invece no! Quando avevamo soli 23 anni abbiamo avuto il nostro primo figlio, Elias, che oggi ha 14 anni, e all’inizio è stato un subbuglio di emozioni misto spavento, poi la meraviglia di essere genitori, genitori del nostro primo amore. Dopo 2 anni dall’arrivo di Elias e numerosi viaggi in aereo, con il piccolo che mi accompagnava dentro il pancione, tra un andata e un ritorno mi è venuta la meravigliosa idea di sposarlo e gliel’ho semplicemente detto. Pensa che il suo non è stato un "si lampo", ma ponderato, come tutte le scelte che da sempre lo contraddistinguono. Era l’inverno del 2003, e programmando il nostro matrimonio per l’estate del 2005 abbiamo avuto tempo di fare le cose con calma. Tanto che poi Elias non è rimasto solo, nel 2009 è nato Sebastian e nel 2014 è nato Lucas: 3 maschi, quello che avevo sempre desiderato”.

E allora continuiamo a massacrare un pochetto Evans: che tipo di padre è?

“Penso sia un padre severo al punto giusto, vorrei a volte che fosse un po' più dolce, ma come dicevo prima, ci compensiamo, siamo il giusto equilibrio insieme”.

Già che ci siamo, insisto un pò, Evans ci odierà! Dicci anche i suoi pregi e i suoi difetti come uomo!

“Evans non è mai stato il corteggiatore caloroso che tutte le donne sognano, appunto per questo me lo sono presa io! (ride, ndr) Ma tanto lo compenso! Scherzi a parte, spesso lo punzecchio per questo lato del suo carattere introverso, nella coppia sono sempre stata io la corteggiatrice, lui va direttamente ai fatti, è di poche parole ma se deve dimostrare è pronto a farlo e a lottare per raggiungere il suo obiettivo. Il suo più grande pregio è sicuramente l’umiltà, ma anche la costanza e la dedizione in ciò che lui crede: per questo lo ammiro tantissimo, è un esempio per i nostri figli, spero un giorno loro siano come lui. Il suo difetto...ora come ora, se ci penso, sembra siano tutte stupidaggini le litigate che mi vengono in mente paragonabili a dei difetti...per cui posso dirti, è un uomo”. 

Prima accennavi a spostamenti con il pancione, effettivamente una carriera movimentata quella di tuo marito, che ha girato in lungo e largo per tutta l’Italia. Per te è un problema seguirlo?

Si, Evans ha girato abbastanza per il calcio, e io l’ho sempre seguito, per scelta personale. Volevo che la nostra famiglia, l’amore che stavamo costruendo, stesse sempre unita, perciò abbiamo fatto le valigie per Palermo, Trieste, Verona, Salerno, dove abbiamo vissuto per 5 anni, Vicenza per 2 anni, San Marino, e ora, siamo a Venezia, nella nostra città: una soddisfazione enorme per lui e per la nostra famiglia”.

Per altro il Venezia sta anche vivendo una bellissima stagione, ma indubbiamente di momenti bella nella sua lunga carriera Evans ne avrà avuti tanti. Quale ricorda con più affetto?

“Effettivamente quest'anno a Venezia stiamo rivivendo un momento magico e spero, con tutto il cuore per lui, prima di tutto, che si concluda come merita. L'emozione più grande per Evans, comunque, è stata la promozione in Serie B con la Salernitana (stagione 2007-2008, ndr), come dicevo prima abbiamo vissuto li per cinque anni, conoscendo gente splendida che ancora oggi portiamo nel cuore e con cui abbiamo mantenuto legami forti, di vera amicizia, perché si sa, l’importante è sempre ciò che si trasmette alle persone. Credo che mio marito riesca a trasmettere molto attraverso la sua professionalità”.

Una famiglia di calciatori, con un marito e tre maschietti per casa…credo che difficilmente si sfugga! Ma a te piace questo sport?

“Si, mi piace molto questo sport, ma devo riconoscere che mi entusiasma molto di più da quando anche i miei primi 2 figli ci giocano. Anche loro due sono al Venezia FC, come il papà”.

Quindi insomma, un po’ il calcio influenza la vostra vita…

“Qualche litigata capita anche a noi, principalmente perché Evans è molto impegnato oltre che fisicamente anche mentalmente per il calcio. A lui non sembra, ma noi in casa ce ne accorgiamo se sente di più una partita rispetto a un'altra. Fortunatamente riusciamo a far passare tutto velocemente”.

Si registrano diversi gol nella sua carriera, quante dediche per te?

“Ricordo un gol dedicato a me il primo anno in cui giocava nel San Donà (stagione 1998-1999, ndr) e un altro segnato con la Salernitana che ha dedicato sia a me che a Elias”.

Altro aspetto, col quale vogliamo sempre constatare la sua bontà! I regali: qual'è il regalo più bello che ti ha fatto?

“Il regalo più bello che mi ha fatto Evans è stato il nostro terzo figlio; l’ho convinto dicendogli che ci mancava la femminuccia, ma lui sapeva che io volevo 3 maschietti. E’ stato il completamento di quello che oggi siamo, una meraviglia”.

Sono stata un po’ buona anche io però, con quattro calciatori per casa…niente regola del fuorigioco! Ormai avrei la testa che scoppia dal calcio!

“Esattamente!!!” (ridiamo, ndr).

C’è qualcosa in particolare che vuoi dirgli tramite questa intervista?

“Attraverso questa intervista vorrei dirgli che non potevo scegliere papà migliore per i miei tre figli, che siamo orgogliosi di lui, sempre e comunque vada, e che, anche se ce lo dimostriamo poco ultimamente, insieme siamo stati e saremo sempre una “squadra fortissima”, e lui lo sa!”.


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