Carmine Giorgione ❤ Lucrezia Giora

di Claudia MARRONE
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Carmine Giorgione, centrocampista classe 1991 attualmente in forza al Messina, squadra della quale è capitano. Una vita dedicata sì al calcio, ma anche alla sua famiglia, che ora lo sta seguendo da lontano: perché due piccole bimbe hanno riempito la vita sua e della sua compagna. Ed è proprio lei, la bella e simpatica Lucrezia Giora, che ai lettori di TuttoLegaPro.com racconta la loro storia d’amore…con qualche retroscena che il capitano aveva omesso. A suo rischio e pericolo...del resto le donne hanno sempre ragione!

Lucrezia, ormai prossimi al matrimonio tu e Carmine, se non sbaglio…

“La classica proposta, per altro inaspettata visto che già convivevamo e avevamo due bimbe, è arrivata, se non cambia idea…si, ci sposiamo! (ride, ndr) Pensiamo di convolare a nozze l’anno prossimo, abbiamo già delle idee, una di queste il posto, Vietri sul Mare, visto che lui si è dichiarato li. Per il resto dei preparativi siamo un po’ indietro, ma tra bambine, lavoro…”.

Partiamo però dalle origini: come vi siete conosciuti?

“Io sono di Valenza,  e quando nel 2010 lui giocava nella squadra del mio paese, la Valenzana, ci siamo conosciuti tramite un amico in comune. Lui per altro si è fatto anche un po’ desiderare, ma dopo sei lunghi mesi ha ceduto…e mi ha persino chiesto di seguirlo subito a Benevento! Quindi dopo tre mesi è anche iniziato il tour per l’Italia”.

Quindi hai subito sperimentato il lato ambivalente del calcio: gli spostamenti. Stai continuando a seguirlo adesso?

“Questo anno no, io sono a Novi Ligure. Per un po’ l’ho seguito, poi con la nascita delle bimbe abbiamo però deciso che era meglio fermarsi, anche per dar loro delle abitudini e dei punti fermi. Siamo stati a Savona e ad Asti, ma poi io mi son stabilita a Novi Ligure con le piccole pesti, che hanno adesso 4 anni”.

A proposito delle bambine: ho parlato con Carmine, mi ha detto che sono bambine si vivaci ma anche molto educate perché tu sei un pochino severa. Ma anche lui lo è. Avevo premesso che questa dichiarazione si sarebbe potuta ritorcergli contro, quindi: confermi che è un papà severo?

“Assolutamente no! Vuoi che son due femminucce, vuoi che lui è lontano…ma quando torna a casa si scioglie come il burro, e le bimbe fanno tutto ciò che vogliono, tanto che poi la parte della cattiva la faccio sempre io che sgrido loro tre. Perché Carmine diventa come loro!” (ridiamo, ndr).

Ha però ammesso di essere un padre geloso…

“Si, questo posso confermarlo! Le bimbe sono gemelle, ma completamente diverse: Aurora vive per il papà, Rita è un po’ più pestifera…e lui è geloso! Pensa che ha voluto pure accompagnarla al compleanno del fidanzatino…”. 

Saranno quindi guai per i futuri fidanzatini delle bimbe, ma non spaventiamoli: svelaci pregi e difetti di Carmine…soprattutto i pregi, per i possibili futuri generi!

“Allora parto dai difetti, sui quali sua mamma mi aveva avvisata! E’ molto testardo e permaloso, e alle volte si chiude molto in sè stesso, ma alle fine queste son cose molto superabili, perché comunque è una persona speciale, molto protettivo verso la famiglia, sa trasmettere calore e serenità: sono queste le qualità che mi hanno fatto innamorare”.

Ti sei innamorata anche del calcio?

“Non tanto, con il calcio ho un rapporto di odio-amore. Mio papà è da sempre milanista, e alle volte mi era capitato di seguire con lui le partite, poi con Carmine ho scoperto un mondo totalmente nuovo e per certi versi mi sono appassionata, anche se alle volte lo vedo un po’ come il motivo della nostra lontananza”.

Quindi il calcio ha influenzato la vostra vita di coppia?

“Diciamo che prima pensavo fosse il calcio la causa dei momenti di alti e bassi, più dei bassi che degli alti, ma ovviamente fermandoci e guardando le cose da un altro punto di vista si capisce che non è il calcio a incidere nella vita di coppia: se c’è amore il resto non c’entra. Poi tanto a questo sport devo rassegnarmi, nostra figlia Aurora gioca a calcio…”.

Quindi la regola del fuorigioco la chiedo a te o ad Aurora?

“Ad Aurora! (ridiamo, ndr). Dovrei però averla imparata anche io, Carmine me l’ha ripetuta tante volte…è fuorigioco quando un giocatore passa la palla a un compagno che è oltre la linea avversaria”.

Giusto! Però Carmine è poco avvezzo al fuorigioco…solo un gol segnato in Italia (tre li ha segnati in Grecia, nella sua esperienza al Kissamikos, ndr): te lo ha dedicato?

“Si, segnò quando giocava ad Asti, nel 2012, nella gara contro la Novese, ma mai una dedica, nemmeno delle vittorie con la fascia di capitano! Solo quando era a Savona, che nacquero le bimbe, aveva una maglietta dedicata a loro”.

Ha rimediato con i regali almeno?

“Con i regali andiamo bene…ma voglio la dedica! (ridiamo, ndr) Io non sono molto per i regali materiali e di circostanza, preferisco le sorprese e le cose che mi fanno capire che mi pensa a prescindere. Il regalo più bello me lo fece il primo anno che era a Savona, dopo 15 giorni che non ci vedevamo: mi regalò un libretto con delle frasi di amore, e nell’ultima pagina una dedica scritta da lui. E spero che un altro arrivi presto…”.

E hai già qualche idea???

“Dopo le nostre bimbe, che sicuramente sono state la gioia più grande, il mio desiderio è adottare un bambino: spero si riesca presto ad adottarlo”.

C’è qualcosa in particolare che vuoi dirgli tramite questa intervista?

“Voglio di dirgli di continuare assolutamente così, a credere in sé stesso e a non mollare mai: spero non abbandoni la grinta e la voglia di fare che da sempre lo hanno contraddistinto. E che ci manca tantissimo, deve tornare subito a casa!”.


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