ESCLUSIVA TLP - Stovini: "Lecce-Catania partita di altra categoria. I giallorossi devono salire in B. Siciliani discontinui"

di Vittorio Damiani
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"È una partita importante. Il Catania viene da un brutto periodo, il Lecce, al di là dell'ultima partita, sta andando bene, sarà sicuramente una bella gara tra due squadre abituate ad altri palcoscenici". Domenica al 'Via del Mare' si gioca Lecce-Catania e per parlare della partita, TuttoLegaPro.com, ha contattato Lorenzo Stovini, ex difensore che, nella sua carriera, ha giocato in entrambe le piazze.

Cinque anni a Lecce tra Serie A e B, tre a Catania. Per chi farà il tifo domenica?

"Sono stato più tempo in Puglia, però faccio fatica a tifare per una o per l'altra (ride ndr)".

Il Lecce aspetta da diversi anni di abbandonare la terza serie...

"Il Lecce viene da diversi anni in cui ha perso spareggi importanti e quest'anno deve cercare di salire. Sicuramente il campionato di Lega Pro non è facile. Anche il Catania sulla carta doveva vincere il torneo a mani basse. Più che la qualità servono voglia, grinta e giocatori".

Per la Serie B, sarà corsa a due con il Foggia fino alle fine?

"Visto l'andazzo mi sa di sì. Magari una delle due può sbagliare una partita, ma non mi aspetto più di un errore. Anche perché sarebbe fatale. È comunque scontato che una andrà in B e l'altra farà i play-off da seconda classificata".

Tra due giornate in programma ci sarà lo scontro diretto...

"Bisogna vedere come si arriverà a quella partita. Il prossimo turno sarà decisivo per capire come se la dovranno giocare".

Al di là della penalizzazione, il Catania quest'anno è inciampato in qualche risultato negativo di troppo...

"Sono stati un po' discontinui. Ovviamente dal punto di vista psicologico la penalizzazione pesa. C'è stato un periodo in cui stavano andando molto bene, poi hanno avuto nuovamente un calo".

Lo Monaco ha promesso più volte che riporterà il Catania in Serie B. È l'uomo giusto per la risalita?

"Ha un passato importantissimo a Catania, aveva costruito una bella realtà. Magari ci vuole tempo, se ce la dovesse fare quest'anno, sarebbe un anno guadagnato sui tempi previsti dal progetto. Alla lunga comunque sa come gestire le situazioni. Conosce benissimo la piazza, la Lega Pro non è la Serie A, però, piano piano, ci si abitua e nessuno meglio di lui conosce le dinamiche di Catania".

Il Catania può essere la 'scheggia impazzita' dei play-off...

"Nei play-off può succedere di tutto. Sono partite secche e chiunque li incontri non sarà felice".

Dopo tanti anni da calciatore tra Serie A e Serie B, un pensierino a tornare nell'ambiente penso venga naturale. In che ruolo si vede in futuro?

"In questo momento sono responsabile tecnico di una squadra dilettantistica a Scandicci e lavoro con gli Allievi del 2001. Per il futuro non chiudo la porta a niente, ma mi piacerebbe fare il dirigente anche perché ho preso il patentino da ds. Chiaramente non partirei da solo, perché magari non ho ancora l'esperienza giusta, però mi piacerebbe intraprendere questa strada".

Nella sua carriera ha incontrato diversi ds validi...

"Non ho un vero e proprio modello, però ho conosciuto i vari Pradé, Lo Monaco, Corvino, tanta gente che sa il fatto suo".


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