ESCLUSIVA TLP - Adicosp, Morrone: "I responsabili di mercato non esistono. Basta abusivismo, tanti diesse disoccupati. In Serie D vogliamo essere riconosciuti"

di Sebastian DONZELLA
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Tra i problemi che la FIGC targata ancora Tavecchio dovrà risolvere nei prossimi anni vi è sicuramente la questione dei direttori sportivi, tra abusivismo e mancanza di posti di lavoro, soprattutto nelle categorie minori come Lega Pro e Serie D. TuttoLegaPro.com ha intervistato Alfonso Morrone, presidente dell'ADICOSP, l'Associazione Direttori e Collaboratori Sportivi, nata da poco per tutelare i diritti dei diesse.

Come procede con l'associazione?

"Direi molto bene. Siamo arrivati a circa 90 adesioni, nell'ultima sessione di mercato numerosi direttori sportivi si sono uniti a noi. Del resto l'abusivismo nel nostro settore è un argomento molto sentito e che non è mai stato affrontato correttamente".

Come vi state muovendo?       

"Stiamo incontrando i vertici della federazione e delle varie leghe, portando loro le nostre rimostranze e i nostri suggerimenti. Stiamo cercando di smuovere le acque e per questo stiamo trovando ampio riscontro tra i diesse. Siamo la categoria più bistrattata nel mondo del calcio, l'unica con un sindacato che non riesce a farsi valere. Stiamo solo aspettando il riconoscimento della FIGC...".

Siete in prima fila contro l'abusivismo nel mondo del calcio. Vuol dire che ne riscontrate molto...

"Purtroppo si, vi sono situazioni al limite del regolamento. Penso, ad esempio, a quei club in Lega Pro che al posto dei direttori sportivi assumono responsabili di mercato. Una definizione che, in realtà, non vuol dire nulla perché l'unico albo esistente è quello dei direttori sportivi: le carte federali riconoscono solamente questa figura mentre qui parliamo di surrogati. La norma scappatoia, secondo me ingiusta, è che il presidente può occupare la casella della direzione sportiva del club. Molto spesso i patron poi chiamano consulenti che non hanno tesserino che di fatto si occupano di mercato. Non condivido che i presidenti si occupino delle trattative in prima persona ma il regolamento lo consente: non consente, invece, che chiunque si occupi al posto suo di mercato. Altrimenti si dà spazio all'abusivismo, con ex allenatori, procuratori o squalificati che svolgono il ruolo di diesse. A volte con palese conflitto d'interesse. Se io domani mattina mi sveglio e provo a fare il medico mi arrestano seduta stante. Eppure basterebbe molto poco per porre un freno a questa situazione: in caso di trasferimenti di calciatori, a fianco della firma del presidente, che è il rappresentante legale del club, servirebbe inserire anche la firma di un direttore sportivo abilitato".

Un altro problema di cui si parla molto è il gran numero di direttori sportivi abilitati a fronte dei pochi posti di lavoro disponibili...

"Bisognerebbe mettere un fermo: troppi corsi e sempre meno posti. Ogni anno Coverciano sforna un gran numero di laureati che, però, faticano a trovare mansioni adatte al loro ruolo. Francamente  bloccherei per un tempo determinato tutti questi corsi provando ad aiutare concretamente tutti i diesse disoccupati. Inoltre l'albo del direttore sportivo, che viene pubblicato solo sull'Almanacco Panini e non online, contiene chi ha ottenuto l'abilitazione sia ad indirizzo amministrativo sia ad indirizzo tecnico. Mettiamo caso che io venga da Marte e decida di comprarmi una squadra. Per scegliere il diesse apro l'albo ma non riesco a distinguere tra le due figure. Chi prendo per il mercato? Da un lato in realtà ho un segretario che si occupa benissimo delle questioni fuori dal campo, dall'altro un dirigente che si occupa di quanto succede sul terreno di gioco".

Eppure un bacino d'utenza importante potrebbe essere la Serie D...

"Tra i dilettanti, a differenza dei professionisti, non c'è l'obbligo di avere una figura professionale come un direttore sportivo o un collaboratore della gestione sportiva, ossia il diesse dei dilettanti. E se qualche anima pia prova a tesserare un direttore sportivo professionista non può farlo con un contratto regolare. Tutto questo mentre un mister professionista può tranquillamente allenare in Serie D con un contratto professionistico. Non chiediamo tanto, vorremmo semplicemente essere equiparati a loro: anche i club di Serie D dovrebbe essere obbligati a tesserare un collaboratore o un direttore sportivo professionista con un vero contratto. Proprio come succede già con gli allenatori”.

Intanto Tavecchio è stato riconfermato alla guida della FIGC.

“Ho partecipato all'assemblea elettiva e ho avuto l'occasione di incontrare tutti i vertici del calcio nostrano. Tutti hanno ammesso che la figura del direttore sportivo negli ultimi anni è stata messa sempre più ai margini. Allo stesso tempo hanno preso l'impegno con noi di rimettere il diesse al centro del sistema calcio in virtù del fatto che noi apportiamo professionalità e competenza acquisiti sul campo e sui banchi di Coverciano. Apprezzo il lavoro fatto in questi due anni da Carlo Tavecchio, specialmente in ambito internazionale, avendo recuperato molto credito andato perduto negli ultimi tempi. Spero e son convinto che il presidente Tavecchio prenderà a cuore la nostra causa come già ribadito in alcune occasioni. Approfitto per congratularmi della rielezione anche a nome dell'Adicosp e per fargli un grosso in bocca al lupo”.


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