Riordino delle province: che ne pensano i tifosi di Lega Pro?

di Alessio LAMANNA
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Beneventani, tra i più felici
Beneventani, tra i più felici

Fino a qualche tempo fa, buona parte della popolazione italica si scagliava contro le province, chiedendone a gran voce l'abolizione. “A che servono?”, si chiedevano i più. “C'è la crisi, bisogna tagliare su enti inutili come questi”, rincaravano quelli ferrati in economia. “E' solo gente in più che ruba i nostri soldi”, dicevano i più sfiduciati.

Ora che il decreto sul riordino delle province è realtà, in molti sono saltati in piedi sul divano: “Noi con loro? Mai! Piuttosto mandateci con quegli altri”. E ancora: “Mi va bene solo se il capoluogo siamo noi”. Come, non era solo un ente inutile? Ma del resto anche questo è il popolo italiano: sincero, campanilista, un po' lamentoso e a volte contradditorio.

Fatto sta che Monti&C. hanno legiferato, e la nuova mappa delle province sarà realtà tra poco più di un anno. Da 86 siamo passati a 51, per un risparmio di denaro pubblico stimato in 40 milioni l'anno. TuttoLegaPro.com vuole affrontare quest'argomento d'interesse pubblico da un punto di vista calcistico, guardandolo con gli occhi del tifoso di Lega Pro. Come è noto, la stragrande maggioranza delle rivalità calcistiche sono dettate dalla vicinanza geografica, e riforme come questa avranno di certo ripercussioni sulle varie antipatie. Cercheremo dunque di capire e di mostrarvi chi, squadra per squadra, può essere contento e chi, al contrario, mal digerirà questo riordino. E lo faremo tra il serio e il faceto, com'è giusto che sia quando si applica un argomento serio come una legge nazionale a un gioco quale è il calcio.

Per convenzione, cominciamo da Nord-Ovest. Cambierà poco per i tifosi piemontesi. Alessandria rimarrà capoluogo, accorpando Asti. Casale rimarrà quindi targato AL, mentre i grigi potranno ancora spadroneggiare sul territorio. Rimane invariata la provincia di Cuneo; non cambia nulla per i biancorossi. Scendendo in Liguria, savonesi tutti tronfi per aver posto sotto il proprio giogo Imperia. Tutto invariato per i tifosi della Virtus Entella: Chiavari è in provincia di Genova, la quale non è stata toccata dalla riforma.

Vero e proprio terremoto in Lombardia. I più gongolanti sono i comaschi, che in un colpo solo diventano capoluogo delle odiate Lecco e Varese. Sotto Como finisce anche Busto Arsizio, ma i tifosi della Pro Patria probabilmente non si lamenteranno: sempre meglio che essere con la detestata Varese. A Monza, neanche il tempo di iniziare a scrivere le nuove targhe che si torna sotto Milano. Di nuovo meneghina anche la piccola Renate; i tifosi della Tritium (almeno quelli di Trezzo sull'Adda) rimangono targati “MI”. Maretta e polemiche a Mantova: la provincia dei Gonzaga sparisce dopo quasi 150 anni, per essere accorpata a Lodi e a Cremona. Il capoluogo sarà proprio la città del torrone, che è sia la più popolosa che quella situata tra le due. Nella rivalità tra Cremonese e Mantova, la riforma dice decisamente bene ai grigiorossi, che preparano lo champagne e gli striscioni sperando che arrivi presto il derby. Sotto Cremona anche Castiglione. Inalterata la provincia di Pavia, come anche quelle di Bergamo e Brescia (non cambia nulla quindi per i supporters più campanilisti di AlbinoLeffe, FeralpiSalò e Lumezzane).

Meno disordini in Veneto: Venezia diventerà Città Metropolitana (come tutte le altre grandi città italiane) con un territorio provinciale invariato. Nessun cambiamento quindi né per i tifosi arancioneroverdi né per quelli del Portogruaro. Immutata anche la provincia di Vicenza, nella quale è ubicata Bassano. Salta la provincia di Treviso, inglobata alla rivale e più popolosa Padova, e con essa saltano anche i nervi dei supporters della Marca.

In Emilia, Reggio finisce con la più popolosa Modena: giusto perché canarini e granata si stanno simpatici... Carpi resta nell'allargato territorio modenese. Nasce poi la provincia di Romagna, che accorperà Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna, con quest'ultima probabile capoluogo. Se così fosse, monterebbe la rabbia tra i tifosi di Rimini e Forlì: le quattro città summenzionate (con relative tifoserie) sono profondamente rivali tra loro. Coinvolte anche Bellaria e Santarcangelo, entrambe finora in provincia di Rimini. Resta intonsa la provincia di Ferrara: non belligeranti i tifosi della Giacomense.

La regione con più province tagliate? Naturalmente una delle più campaniliste d'Italia, la Toscana. Massa-Carrara, Pisa e Lucca verranno tutte unite a Livorno. La rivalità tra Pisa e il neocapoluogo la conoscono pure i muri, e nemmeno gli apuani e i tifosi del Pontedera saranno felici di quest'accorpamento. Forse solo i viareggini sorrideranno per non essere più sotto l'odiata Lucca. Sotto Firenze e insieme a Pistoia: peggio di così a Prato davvero non poteva andare. Nell'Area Metropolitana fiorentina ci sarà anche Borgo a Buggiano. Molto discusso l'accorpamento di Grosseto a Siena: finiranno insieme Poggibonsi e Gavorrano.

In Umbria, Terni unita a Perugia: felici i tifosi del Grifo, che "conquistano" i ternani. Disinteressati al tutto folignati ed eugubini, già targati PG prima della riforma. L'unica squadra marchigiana in Lega Pro, il Fano, resta sotto la detestata Pesaro (capoluogo con Urbino). Nel Lazio, Frosinone finirà sotto l'odiata Latina, in quella che si può chiamare la disfida delle attuali capolista. Piccola soddisfazione per i tifosi di Fondi e Aprilia (a proposito di capolista...): Latina resterà il capoluogo. Malumori in Abruzzo: Teramo va sotto L'Aquila e Chieti sotto Pescara. Come potrebbero le tifoserie teatina e teramana reagire positivamente? Soddisfazione invece per gli aquilani, che inglobano i rivali biancorossi e pure quelli di Giulianova. Si sorride a Campobasso: incorporata Isernia.

A proposito di campanilismo, siamo in Campania: lì forse ognuno vorrebbe capoluogo la propria città, seppur piccola. Invariate le province di Salerno (dove hanno sede Nocerina, Paganese e, naturalmente, Salernitana), Caserta (che comprende Aversa) e Napoli (con Arzanese e Sorrento). Disperazione ad Avellino, colpi di clacson a Benevento: a quanto pare saranno i tifosi irpini a doversi sorbire gli sfottò degli odiati sanniti e vedere scomparire la loro provincia, inglobata manco a farlo apposta proprio alla più popolosa Benevento. In Basilicata Matera finisce sotto Potenza: nulla cambia per il Melfi, già targato PZ.

Punto Puglia: Lecce rimane la stessa, tifosi martinesi sempre sotto Taranto (che però ingloberà Brindisi). Scontenti i sostenitori più accesi di Barletta e Andria: la provincia BAT finisce sotto l'odiatissima Foggia. In Calabria esulta Catanzaro: annessi i rivali crotonesi. I tifosi della Vigor Lamezia, più nolente che volente, avranno sempre come capoluogo Catanzaro. Nulla cambia per Reggio Calabria, dove ha sede l'HinterReggio.

Per quanto riguarda le regioni a statuto speciale, la Sardegna aveva già ridotto le sue province, ma non ci sono squadre sarde in Lega Pro. Le altre hanno ancora alcuni mesi per decidere i tagli: per Vallée d'Aoste e SudTirol nulla presumibilmente cambierà; in attesa di novità Trapani e Milazzo. Nulla di nuovo, ovviamente, per l'indipendente San Marino.

Certo, l'excursus è stato un po' lungo. Ma in realtà è l'Italia ad essere lunga, e meno male! Abbiamo però voluto fare questo giochino dei contenti e degli scontenti riguardo all'argomento del momento. Anche per ricordare che, volendo, anche molti fatti d'attualità possono ricollegarsi al nostro sport preferito.


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